Il MARKETING DIGITALE e la PMI: cosa direbbe Darwin?

Marketing-digitale-e-PMI

“NON E’ LA PIU’ FORTE DELLE SPECIE CHE SOPRAVVIVE
NE’ LA PIU’ INTELLIGENTE,
MA QUELLA PIU’ REATTIVA AI CAMBIAMENTI”
(Charles Darwin)

La selezione naturale: un concetto introdotto da Charles Darwin nel 1859 nel libro L’origine delle specie, ovvero il meccanismo con cui avviene l’evoluzione delle specie e secondo cui si ha un progressivo (e cumulativo) aumento della frequenza degli individui con caratteristiche ottimali per l’ambiente di vita.
Insomma sopravvive la specie che sa meglio adattarsi ai tempi e ai cambiamenti!

Questo concetto è stato elaborato e studiato più di un secolo e mezzo fa parlando di specie animali, ma lo vediamo quotidianamente concretizzato nel panorama delle PMI.

La scelta di prendere in considerazione le nuove leve della comunicazione digitale, di utilizzare gli strumenti del web marketing 3.0, in alcune realtà economiche risulta una cosa ancora da valutare, forse, in futuro, se il budget lo permetterà…
Certo l’importanza del marketing (o forse solo del budget ad esso destinato) nelle piccole e medie imprese italiane è sempre stata un po’ incerta, subordinata e funzionale alle esigenze e agli obiettivi dell’area commerciale. Spesso il marketing non viene visto come una parte strategica della pianificazione aziendale con una propria struttura, con un preciso piano di azioni e obiettivi che toccano gli ambiti della comunicazione, dell’immagine, delle pubbliche relazioni e della cura del cliente.
Questo costituisce un limite enorme quando dal marketing si arriva a parlare di marketing digitale: se il sito web aziendale, la partecipazione ad una fiera, l’aggiornamento della propria comunicazione aziendale, la programmazione di campagne per il lancio di un nuovo prodotto vengono ancora considerati dei costi e non degli investimenti sarà impossibile parlare di campagne di social media marketing, di blog aziendali, di emailing.

Ma il mondo economico di oggi dove sta andando? Come il mercato di queste aziende si sta evolvendo?marketing-digitale

I mercati oggi sono letteralmente delle “piazze” dove le parti (aziende e clienti) si parlano direttamente dei prodotti, dei bisogni, delle soluzioni. Il fattore umano relazionale diventa basilare per qualsiasi genere di strategia commerciale. Per raggiungere il target prefissato bisogna scegliere il canale più idoneo, il linguaggio più adatto

Il mercato stesso è molto più esigente di prima, è preparato, informato, non cerca semplici descrizioni o presentazioni di prodotti e servizi… cerca soluzioni referenziate, sceglie solo dopo attente analisi di recensioni e opinioni di altri che hanno manifestato prima la medesima necessità.

E come è possibile approcciare un mercato cosi “social” se il marketing digitale non viene ancora riconosciuto come una parte fondamentale della propria strategia aziendale?

Come raggiungere gli utenti che cercano informazioni sul web, nei social network, nel blog se la comunicazione aziendale si basa solo sui canali tradizionali?

E’ NECESSARIO ADATTARSI, SALIRE SU QUESTO TRENO IN CORSA E RAGGIUNGERE LE PROPRIE METE IN QUESTO NUOVO MODO.

Non intendo dire assolutamente che i canali tradizionali di marketing e comunicazione debbano essere messi da parte, bensì devono essere integrati in una comunicazione più ampia, che parli tutte le lingue del mercato e che sia coerente e di qualità.
Se un’azienda non percepisce questo grande cambiamento in atto nel mercato come potrà sopravvivere all’evoluzione??
Il prossimo futuro, neanche tanto lontano, darà una risposta esaustiva e “definitiva” alla questione e vedremo quali specie sopravviveranno.

Cosa ne pensi di questi temi? Sei d’accordo nel dire che un’azienda oggi deve prendere seriamente in considerazione tutte le nuove leve del marketing digitale per raggiungere i suoi obiettivi e il suo target oppure rischia di estinguersi? Come ritieni sia la capacità di adattamento della PMI? Mi interessa la tua opinione…

8 Commenti

  1. Anonimo

    Articolo interessante

  2. alessandra (Autore Post)

    Grazie mille!

  3. Andrea

    Una delle considerazioni che mi sento di esprimere, per esperienza personale, è che la PMI è governata dalla “proprietà” e non da manager, che forti dei risultati ottenuti fino ad ora sono assolutamente sordi e restii ai cambiamenti.

  4. alessandra (Autore Post)

    Grazie del commento, credo che sia proprio questo il tema…. far capire alle “proprietà”, abituate al marketing tradizionale, quanto lo scenario stia cambiando e la necessità di…ADATTARSI 🙂

  5. Walter

    Il commento di Andrea mi piace ed e’ molto pertinente… io ho vissuto entrambe le condizioni “proprieta’ abituate” e ” manager abituati ” e ti diro’ che trovo piu’ semplice la prima… la proprieta’ e’ facilmente convincibile con i risultati e i soldini che per nostra fortuna se la politica dei social media e’ giusta arrivano in poco tempo rendendo credibile il nostro lavoro… la seconda per me e’ piu’ complicata dovendo scalare un gradino con mentalita’ antiquate. Penso che la soluzione possa stare nel mezzo… social e siti internet costo basso e se gestiti bene grandi utenze – le fiere giuste (le fiere costano) – servizio post vendita che rende il tutto credibile.

  6. Paolo

    Hai detto bene Alessandra: “la necessità”, perché oggi un’azienda che non accompagna il proprio marketing con un buon biglietto da visita virtuale parte sicuramente svantaggiata rispetto alla concorrenza.
    Un buon sito internet, una pagina Facebook, una newsletter accurata e non troppo invasiva sono strumenti ormai indispensabili se si vuole guardare al futuro… molto presente.

  7. alessandra (Autore Post)

    Grazie Paolo, mi fa molto piacere il tuo commento…. il problema è far arrivare questi concetti nelle piccole aziende padronali…..

  8. alessandra (Autore Post)

    Grazie Walter,
    hai ragione!
    Credo che alla fine tutto si vada a riassumere nella necessità, oggi più che mai, di creare delle relazioni forti con i clienti, non esiste più la comunicazione unilaterale, bisogna condividere le informazioni e dialogare apertamente con loro. Gli strumenti sono molti, devono essere raggiungibili a tutti certo, ma anche gestiti in maniera efficace, in un ottica strategica… altrimenti si finisce ad avere, ad esempio, un sito web magari bellissimo a livello grafico ma totalmente inutile se incapace di generare contatti davvero utili.

Lascio un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.